Il lato oscuro della polis
Una signora di 81 anni è stata trovata giovedì pomeriggio, agonizzante sull'asfalto. E' morta ieri notte. La sua borsa è scomparsa. Un malore o un'aggressione?
Scippo o malore fatale? E' quello che da giovedì pomeriggio si chiedono gli investigatori meneghini che indagano sul caso di Nicoletta Teti, 81 anni, morta intorno alle 3.00 di notte di venerdì, per emorragia cerebrale, in seguito al trauma cranico provocato dalla caduta di giovedì pomeriggio.
Proviamo a ricostruire i movimenti di Nicoletta per cercare di fare un po' di luce sulla dinamica dei fatti, che assumono, sempre di più, i contorni di un racconto giallo di Scerbanenco. Del resto, il maestro del noir meneghino prendeva spunto proprio dai fatti di cronaca nera dei suoi giorni.
Milano. Giovedì, ore 15.00/15.30: la nuora passa a prendere Nicoletta in via Bizzoni, dove abita, per accompagnarla, in macchina, dal parrucchiere, nella vicina via Arbe. La lascia davanti alla porta del negozio e se ne va. Nicoletta è vedova da solo 3 mesi e, almeno in quartiere, vuole girare da sola, forse per reagire, per conservare un barlume di vita autonoma. Ha con sè il bastone, per sentirsi più sicura. Cammina piano ma non ha problemi di deambulazione.
Nicoletta era molto magra, arzilla e loquace e, soprattutto, aveva con sè una borsetta dai manici corti. Una borsa che nessuno ha più trovato. Nè accanto al corpo di Nicoletta, agonizzante, nè a casa sua. Volatilizzata.
Nicoletta, verso le 17.30, imbocca via Villa Mirabello, per tornare verso casa. Nonostante sia un susseguirsi di villette di un certo prestigio, pare che proprio quella strada sia abbastanza malfamata. Poco frequentata, infestata da balordi che, a qualsiasi ora, spaccano i finestrini delle auto parcheggiate, nel tentaivo di rubare qualcosa. Il fazzoletto di verde, a metà della via, la notte diventa un dormitorio a cielo aperto per disperati. L'inquilina di una delle villette, tale Elisa, sente un forte tonfo e il rumore di un motorino che si allontana. Nessun grido. Nessuna richiesta di aiuto.
Si affaccia e vede una donna anziana stesa a terra. Contemporaneamente, un inquilino dello stabile di fronte avvisa il protinaio di chiamare il 118. Sul marciapiedi opposto c'è una donna per terra. Il custode attraversa e incontra Elisa, che sta tentando di soccorrere Nicoletta, che respira a fatica. Ai sanitari dell'ambulanza, l'anziana donna farà solo in tempo a dire nome ed età prima di cadere in coma, per non svegliarsi più.
Nicoletta non ha fatto in tempo a raccontare se si è sentita male o se è stata aggredita. Quando è stata portata in ospedale aveva addosso gli anelli d'oro, l'orologio e la catenina al collo, con la medaglieta del marito. Non aveva più la borsa, la famosa borsa con i manici corti, con cui era uscita, con dentro le chiavi di casa, il cellulare, gli occhiali da vista e il portafogli. La famiglia ha cercato anche a casa. La borsa non c'è, gliel'hanno rubata.
A questo punto le ipotesi più plausibili sono due: Nicoletta si sente male, cade a terra e, in un secondo momento, passa un malintenzionato e, invece che prestare soccorso ruba la borsa e scappa. Oppure, qualcuno passa in motorino, vede la preda facile, le strappa la borsa di mano, lei perde l'equilibrio, cade, picchia la testa e si frattura il bacino. Una terza, flebile ipotesi, potrebbe essere che qualcuno l'ha curata da quando è uscita dal parrucchiere, aspettando il momento migliore per agire.
La seconda ipotesi potrebbe essere smentita dal fatto che Elisa si è affacciata subito dopo aver udito il tonfo e ha visto Nicoletta stesa sul marciapiedi, supina. E', anche, vero che il tonfo potrebbe essere stato successivo alla caduta di Nicoletta e causato da qualcos'altro.
In ogni caso, la famiglia di Nicoletta Teti chiede che non cali l'attenzione sul caso, finchè il colpevole non verrà preso perchè loro, sono certi, che c'è un colpevole.