Il lato oscuro della polis
Il corpo senza vita di Pietrino Vanacore, l'ex portiere dello stabile di via Poma a Roma dove venne uccisa Simonetta Cesaroni il 7 agosto 1990, è stato ritrovato dai vigili del fuoco con una fune attorno ai piedi a Torre Ovo, nel Tarantino.
Pietrino Vanacore fu uno dei primi indagati per l'omicidio di Simonetta e ancora oggi c'era chi dubitava della sua innocenza, nonostante il processo in atto contro Raniero Busco, processo in cui avrebbe dovuto deporre fra pochi giorni, il 12 marzo.
Vanacore non avrebbe retto il peso di 20 anni di sospetti come testimoniano i biglietti lasciati in auto prima di morire; uno di questi recita:
"Vent'anni di sofferenze e sospetti non ti lasciano più vivere".
Gli inquirenti indagano anche sul ritrovamento nel garage di Vanacore di un recipiente contenente un potente anticrittogamico diluito in acqua che l'uomo potrebbe aver ingerito prima di buttarsi in acqua.
Si dice sconvolto e incredulo il sindaco di Torricella, Giuseppe Turco, medico e amico di Vanacore che - come riporta il Messaggero - commenta:
"Sono rimasto molto colpito perchè ero stato a casa di Pierino non più di 30 giorni fa e mi era sembrato assolutamente tranquillo, per niente preoccupato. Mi aveva chiamato per un piccolo problema di salute, niente di che. Mi chiamava ogni volta che aveva bisogno di un parere medico per problemi legati all'età. E quando sono andato a casa sua abbiamo preso un caffè insieme e abbiamo chiacchierato come facevamo sempre. E lui era tranquillo".
Finora nessuno ha avanzato l'ipotesi che non si sia trattato di suicidio.