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Via Poma, per la morte di Pietrino Vanacore la Procura indaga per istigazione al suicidio

Giovedì 11 Marzo 2010, 18:21 in Delitti mediatici di
Vanacore_pietrino.JPG

Nonostante il proscioglimento, Pietrino Vanacore, l'ex portiere di via Poma dove Simonetta Cesaroni venne uccisa il 7 agosto 1990, ancora non riusciva a sopportare il fardello di quelle pesanti accuse. Aveva cercato, invano, di dimenticare, di farsi forza, sperando nella risoluzione del caso, ma proprio alla vigilia della sua deposizione al processo a carico di Raniero Busco, Pietrino Vanacore non ha retto e ha deciso di togliersi la vita, forse proprio per risparmiarsi l'ennesimo interrogatorio. Vanacore, però, avrebbe potuto avvalersi della facoltà di non rispondere, essendo già stato indagato, arrestato e prosciolto per il medesimo delitto.

Il pm Ilaria Calò avrebbe dovuto interrogare domani Pietrino Vanacore sulle  telefonate che sarebbero partite dall'apparecchio situato sulla scena del crimine, nelle ore precedenti alla scoperta del cadavere, quando probabilmente Simonetta aveva già esalato l'ultimo respiro. Le telefonate sarebbero state indirizzate ai datori di lavoro di Simonetta, Salvatore Volponi e Corrado Carboni e al presidente dell'Associazione ostelli della gioventù, Francesco Caracciolo di Sarno.

Riguardo a quest'ultimo, pare che la moglie di un suo dipendente, Mario Macinati, abbia riferito agli inquirenti di una strana telefonata effettuata la sera del 7 agosto 1990, il giorno dell'omicidio, da una persona che lei identifica come Vanacore, il quale le avrebbe chiesto di parlare urgentemente con il presidente dell'Aiag, perché era avvenuto "qualcosa di molto grave".

La Procura pare nutrisse ancora qualche dubbio sul ruolo di Vanacore, sospettato non tanto di essere l'autore dell'omicidio ma di coprire il vero assassino. Resta anche il mistero dell'agendina rossa dimenticata da Vanacore (ne parleremo nel prossimo post) nell'ufficio dell'Aiag e consegnata per errore ai genitori di Simonetta; l'uomo potrebbe averla dimenticata quando ha effettuato le tre telefonate incriminate.

Giuseppa De Luca, la moglie di Vanacore, ha confermato la frustrazione e l'angoscia vissuta dal marito ma non avrebbe mai immaginato che potesse arrivare al suicidio:

"Lo soprendevo spesso a piangere in casa. Disperato. E lo sorprendevo anche a borbottare con se stesso sempre le stessi frasi: mio figlio che c’entra con questa storia? Perché vogliono mettere in mezzo anche lui?".

Anche Mario, uno dei figli di Vanacore, infatti, dovrebbe deporre nel corso dell'udienza in programma per domani.

Oggi a Monacizzo (Ta), si è celebrato il funerale di Pietrino Vanacore la cui morte - ce lo conferma l'autopsia - è avvenuta per suicidio, nello specifico per annegamento. Ma la Procura indaga comunque su questa morte improvvisa, alla ricerca di ignoti che potrebbero aver istigato l'ex portiere di via Poma al suicidio.

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6 commenti
6
02 Ago 2010
alle 18:42

mercutio

Vanacore è stato coinvolto, suo malgrado, in una storia più grande di lui, per essersi trovato, nel momento sbagliato, a varcare la soglia di quel maledetto appartamento, dove si trovò davanti all'orribile, sanguinoso spettacolo. Tanto è deducibile da quello che suggeriscono le notizie dei mass-media, nei vari tentativi di ricostruzione delle sequenze del delitto.

Gia, ma quale motivo ha spinto il Vanacore,in quel giorno ed in quell'ora ad entrare in quell'appartamento?

Lui, in qualità di portiere, era certamente a conoscenza della presenza di Simonetta in quella casa, per motivi di lavoro; lavoro che, una volta completato, lasciava Simonetta libera di tornare a casa. Perchè, allora, presentarsi in quell'appartamento?

Secondo la logica più semplice, il portiere è stato testimone dello spettacolo di un delitto gia consumato, per cui si è imposto, o gli hanno imposto il silenzio, dietro minaccia o promessa... di qualcosa.

Alla vigilia della sua ennesima comparizione in sede giudiziale, si è, od è stato suicidato.

Stà agli inquirenti ed al loro acume la risoluzione dell'ostico problema.

Vorrei conoscere, a questo proposito, il pensiero di LAURA.  

5
20 Giu 2010
alle 16:24

mariapia

infatti concordo con Laura... perchè allora non parlare??? credo dovesse per forza coprire qualcuno. e poi non credo alla BALLA del suicidio. una persona per uccidersi ingerisce magari sonniferi oppure si impicca. non si annega e per di più con una CORDA ai piedi. ma che storia è questa??? io proprio credo che lo abbiano UCCISO perchè doveva andare a deporre ma LUI NON rischiava nulla con 3 assoluzioni. lo ha liquidato qualcun altro.

4
26 Apr 2010
alle 12:26

Laura

Vanacore scoprì il delitto, forse  trovò la porta dell'ufficio aperta e cercò di avvertire i titolari. Non credo sia stato l'assassino a ripulire la scena del crimine,che vantaggio ne avrebbe avuto? Soprattutto se fosse stato davvero Raniero Busco il colpevole,perchè perdere tempo a far scomparire le tracce? Vanacore ha taciuto per omertà,timore di pestare i piedi a personaggi importanti o almeno da lui ritenuti tali,o forse ricattato ma anche pagato per tacere allora e per sempre.

3
26 Apr 2010
alle 02:22

Secret71

La morte di Vanacore, che non ha lasciato scritto nulla sul delitto è un fatto strano. Poteva una volte per tutte dire qualcosa no? Invece no, perchè? Perchè voleva proteggere la moglie dalla stampa e dalla giustizia? Sa qualcosa ma ha taciuto perchè...

2
26 Apr 2010
alle 02:18

Secret71

Vanacore pulisce l'appartemento, per non avere "casini" nello stabile? 

1
13 Mar 2010
alle 08:19

Carmelo

Al PM Calò non basta la morte di Vanacore, adesso lo sta anche appendendo per i piedi in un aula di Tribunale. Indegna del suo incarico!!!!

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