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Delitto di Garlasco, il cellulare di Chiara e la terza bicicletta mai requisita a Stasi

Venerdì 30 Ottobre 2009, 23:34 in Delitti mediatici di

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Il gup Stefano Vitelli sta lavorando senza sosta per assemblare tutti gli elementi che gli permettano di ricostruire cosa accadde la mattina del 13 agosto 2007 nella villetta di via Pascoli a Garlasco: a chi aprì Chiara Poggi prima di essere brutalmente massacrata ma soprattutto se l'alibi del fidanzato Alberto Stasi, al momento unico indagato, può essere ritenuta valida al 100%. Le perizie super partes hanno confermato la presenza attiva di Alberto al suo computer nell'ora in cui sarebbe morta Chiara ma ancora non riescono a spiegare se la telefonata che Alberto fece ai carabinieri di Garlasco partì veramente da casa Poggi o se da lì a quell'ora neanche passò, avendo commesso il delitto in precedenza ed essere tornato a casa creandosi così l'alibi tanto discussa, per poi ripartire direttamente alla volta della caserma. Sulla telefonata al 118 vi segnalo il post di Alessio Cappuccio e vi invito all'ascolto: 

I periti stanno passando al vaglio anche il computer e il cellulare di Chiara in cerca di nuovi elementi. E così spunta il video della discussione della tesi in cui lei è davanti alla commissione e dietro ad osservarla orgogliosi i genitori e Alberto; un video che ha fatto il giro di telegiornali e programmi di cronaca. Risvolti più interessanti dal punto di vista processuale, emergono dall'analisi del cellulare di Chiara, forse un po' tardiva, sul cui display mancherebbe la prova di quelle numerose telefonate a vuoto che Alberto ha sempre sostenuto di aver fatto a Chiara la mattina del delitto. Un'altra indiscrezione getta nuove ombre su Alberto e riguarda una terza bicicletta appartenente alla famiglia Stasi che non fu mai requisita e che a distanza di due anni, a mio avviso, ha poco senso riprendere in mano in cerca di prove. Una negligenza dei carabinieri di Garlasco i quali ritennero inutile procedere al sequestro in quanto quel modello non corrispondeva a quello che una vicina avrebbe visto appoggiato al muro di casa Poggi, la mattina del delitto. Il gup sta decidendo se requisire la terza bicicletta in cerca di eventuali prove schiaccianti contro Alberto Stasi, ma ripeto è trascorso molto tempo.
Un processo quindi che sta volgendo al termine ma che ancora non sembra dare risultati inequivocabili, né in un senso né in un altro e che mette in luce i numerosi errori compiuti nel corso delle indagini. A questo punto il raffronto con il caso di via Poma sembra sempre più azzeccato.

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3 commenti
3
06 Dic 2009
alle 15:30

Anita

Molto probabile che sia andata così come descrive Laura.

2
06 Dic 2009
alle 13:31

DEXTER

Laura hai fatto un ipotesi che corrisponde sicuramente a quello che è successo veramente, lo stress che Alberto aveva accumulato x la tesi, sarà stato enorme: anche perchè era Chiara a scrivergliela  a fare le ricerche x lui, un litigio un litigio chhe secondo me ha portato a Stasi a perdere la testa basta pensare a quelle gocce di sangue sul divano...si è seduto ha ppensato a come sistemare la cosa, farebbe meglio a confessare anche se chiedendo il rito abbreviato è stata già una mezza confessione.

1
16 Nov 2009
alle 16:13

Laura

Da qualunque parte lo analizzo ,questo caso,le conclusioni inevitabilmente mi conducono in un'unica sola direzione:continuo a vedere Alberto come il più probabile esecutore di questo orrendo omicidio. Sento dire ,da più parti,che non si è indagato bene e abbastanza,che gli inquirenti hanno puntato esclusivamente su un solo individuo,che non hanno cercato il colpevole ma "un" colpevole...ma chi altri avrebbero dovuto indagare,chi doveva essere imputato se non Stasi? Non c'è traccia di impronte digitali o di orme estranee,di contatti telefonici o informatici,di frequentazioni...che conducano ad elementi diversi da quelli dello stretto ambito di coppia e della famiglia che se ne stava in vacanza.Ci si arrovella sul movente ma potrebbe anche essere tutto scaturito da una banalissima lite fra innamorati. Chiara si aspettava tanto da quelle giornate da trascorrere insieme al fidanzato.Lo aveva confidato all'amica del cuore.Anche i genitori avevano dato il tacito consenso che i due ragazzi trascorressero insieme ,da soli, quella settimana di agosto,anzi si sentivano più sicuri lasciando la figlia in custodia al fidanzato! Chiara è rimasta delusa dal comportamento di Alberto(quale ragazza di 26 anni non lo sarebbe stata?),si è sentita frustrata e abbandonata,perchè il moroso preferiva tornarsene a dormire con il cane ogni sera,nonostante le case libere e lei sola e magari impaurita nella villetta isolata in via Pascoli, svuotata dai vicini partiti per le vacanze.Avrà fatto le sue rimostranze,forse sarà stata un pochino pressante,insistente,noiosa. Lo stress per la consegna della tesi ha contribuito a rendere elettrica l'atmosfera fra i due.Dopo una domenica trascorsa nell'attesa di una carezza ,di un bacio,di un'attenzione,fra riviste di moda,noiosi film in  televisione e una misera pizza consumata a casa(nemmeno in pizzeria !) un dopocena di nuovo in poltrona da sola a guardare un DVD(Lo squalo!).Chiara pretendeva,giustamente,umanamente, almeno una notte per dormire abbracciata al suo amore. Scatta la scintilla,litigano ,discutono,si rinfacciano le promesse fatte,volano parole grosse,lui le da una spinta .la colpisce e lei perde l'equilibrio,cade e sbatte il capo su un gradino della scala perdendo i sensi. Lui invece perde la testa ...cosa è successo?Chiara è ferita,perde sangue. Come potrà spiegare una cosa del genere ai genitori della ragazza ,ai suoi?Allora il raptus prende il sopravvento...deve farla tacere ,continua a colpirla,non deve raccontare una cosa del genere e poi deve sparire,giù per le scale,in cantina,non deve vederla li intorno. Un incidente finito in tragedia.

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