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La Tanatologia e Il Medico Legale

Sabina Marchesi avatar Martedì 30 Ottobre 2007, 22:38 in Cose di giustizia di Sabina Marchesi

SCHEMI CRONOLOGICI DEI FENOMENI CADAVERICI

A cura di Giovanni Sicuranza, Specialista in Medicina Legale 

Si tenga presente che la morte non è un atto che si completa nell'immediato, ma è prolungata nel tempo, con la vita che continua in organi e apparati anche a decesso avvenuto, in modo a noi impercettibile.

 

È proprio su questo principio che si basa la progressione dei fenomeni cadaverici.

Tali cambiamenti fenomenici avvengono nella struttura del corpo e, quando possono essere osservati dall'esterno, come avviene in sede di sopralluogo e autopsia, vengono definiti segni.

Ad esempio, la rigidità cadaverica che si riscontra nel cadavere è un segno. Responsabile di tale rigidità è tuttavia un complesso di fenomeni non osservabili direttamente (per non essere pedante, cito solo uno di questi fenomeni alla base del segno rigidità: la degenerazione dei legamenti muscolari di actina-miosina, provocata dalla scomparsa dell'acido adenosintrifosforico, detto anche ATP, con conseguente blocco muscolare in uno stato di accorciamento).

 

I fenomeni cadaverici si divino essenzialmente in due gruppi: abiotici e trasformativi.

 

I fenomeni sono detti abiotici quando dipendono dalla cessazione delle attività vitali; ecco perché i segni che li rivelano all'osservatore sono "negativi".

 

Si differenziano dai fenomeni trasformativi, che determinano modificazioni importanti del cadavere. I segni che li rivelano sono pertanto detti "positivi".

 

Di seguito, uno schema riassuntivo del loro significato e del periodo di comparsa, tenendo sempre presente che ci sono molte variabili, intrinseche (del corpo) ed estrinseche (dell'ambiente) che si combinano tra loro in vario modo, così da non rendere sempre attendibile la cronologia riportata (da intendersi dunque come parametro medio a condizioni standard).

 

 

Classificazione dei fenomeni cadaverici

 

1.      ABIOTICI:

  • immediati: perdita della coscienza, della sensibilità, della motilità, del tono muscolare; cessazione del circolo e del respiro;
  • consecutivi: raffreddamento; disidratazione; ipostasi; acidificazione; eccitabilità neuro- muscolare; rigidità cadaverica;

 

2.      TRASFORMATIVI:

  • distruttivi: autolisi; autodigestione; putrefazione;
  • speciali: macerazione; mummificazione; saponificazione; corificazione.

 

 

 

Raffreddamento·

 

ore dalla morte

gradi persi/ ora

prime 3- 4

0.5°

successive 6- 8

successive 12 (e fino a circa 18- 24)

da 3/4° a 1/2° a 1/3° fino a T ambiente

 

  • Il completo raffreddamento del corpo richiede in media 20- 24 ore (da un minimo di 11 ad un massimo di 30), ma è influenzato da molte variabili intrinsiche ed estrinsiche.

 

 

Ipostasi§

 

migrazione totale

prime 6- 8 ore dalla morte

migrazione parziale

tra le 8- 12 ore dalla morte

fissità assoluta

dopo la 15a ora dalla morte

 

§ ipostasi da replezione (mobile): sino a 8- 10 ore dalla morte / ipostasi da diffusione (indelebile e fissa): dopo 15 ore dalla morte

 

 

Rigidità¨

 

fase di insorgenza

dalle 2- 3 ore dopo la morte/ dura 12- 24 ore

fase di stabilizzazione

dura circa 36- 48 ore dalla morte

fase di risoluzione

risoluzione completa dopo 72- 84 ore dalla morte

 

 

¨ insorgenza e risoluzione: nucaÞ arti superioriÞ troncoÞ arti inferiori (ordine cranio- caudale); in realtà la rigidità inizia simultaneamente in tutti i distretti, ma si rende manifesta dapprima nei muscoli brevi (mandibola), poi nei muscoli più robusti (arti).

 

Putrefazione ¥

 

periodo cromatico

tra le 18- 36 ore dalla morte

periodo enfisematoso

3- 6 giorni dopo la morte (estate)

qualche settimana dopo la morte(inverno)

periodo colliquativo

2- 3 settimane dopo la morte (estate)

alcuni mesi dopo la morte (inverno)

periodo della scheletrizzazione

3- 5 anni dopo la morte

 

¥ formula di Casper: X= 1, 2, 8 (1: se esposto all'aria / 2: se immersione in acqua / 8: se sotto terra; ovvero la putrefazione, in media, può avvenire più velocemente se il corpo è all'aria, lentamente se si trova sottoterra, in un tempo leggermente inferiore rispetto all'aria se è nell'acqua).

 

Giovanni Sicuranza, medico legale

 

e-mail: homointerrogans@hotmail.it

 

 

Notizie sull'autore dell'articolo.

Giovanni Sicuranza è nato a Gravedona (CO), il 20.04.1967, e da molti anni risiede a Bologna.

Specialista in Medicina Legale, ha svolto il ruolo di Consulente presso la Procura di Bologna e di Brescia e il Tribunale del Lavoro di Bologna. Attualmente si occupa di Medicina Previdenziale, con diagnosi e valutazione di stati di invalidità e di handicap.

Nel dicembre 2006 è uscita la sua prima raccolta di racconti dal titolo "maschere" (Giraldi Editore, Bologna), scritta con lo pseudonimo di homo interrogans e con prefazioni di Eraldo Baldini e Valerio Evangelisti. Nello stesso periodo il suo racconto "previsioni", finalista del concorso "Racconti metropolitani", è stato pubblicato nell'antologia "Tropico d'asfalto ed altri racconti" (Edizioni EDUP). Nell'estate 2007 è risultato finalista con un racconto ("penombre") al Concorso Criminalcivico, con pubblicazione in un'antologia dal titolo "Il delitto si tinge di verde", Orione Editore (per maggiori dettagli vd. il sito www.zaffoni.it). Nello stesso periodo anche una poesia è stata scelta per l'antologia "Racconti di Neteditor" edita da Giulio Perrone Editore. 

Di prossima pubblicazione un suo racconto nell'antologia "La legge dei figli", curata da Sabina Marchesi e Lorenzo Trenti, Meridiano Zero Editore.

On-line, alcuni suoi racconti sono presenti su siti internet, tra cui www.zaffoni.it dedicato alle opere di scrittori del calibro di Altieri, Evangelisti, Lucarelli, Marchesi, Marenzana, Wu Ming, Smocovich, ecc. Sempre on-line, è stato intervistato da "Thriller Magazine" (link: http://www.thrillermagazine.it/rubriche/4668 ).

Infine (per ora) ha scritto due romanzi, "Quando piove" e "Lungo il vento", e un'ulteriore raccolta di racconti, "Città di Solitudine", quest'ultima con la partecipazione altri due autori.

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03 Feb 2009
alle 18:53

Luciano Faraon

Sono il difensore del serial killer  delle vecchiette ( 14 omicidi)

In questo caso non sono state fatte autopsie corrette  per la determinazione della morte.

Ciò a rilevanza al  fine di scagionare delle persone innocenti

Quali sono i metodi di misurazione della temperatura al fine di determinare l'ora della morte.

Quanto può incidere la temperatura esterna  su detti parametri.

Grazie

Avv. Luciano Faraon

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