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Il corpo di Brenda, transessuale brasiliana coinvolta nella vicenda Marrazzo, è stato ritrovato carbonizzato verso le 4:30 di questa mattina in un seminterrato di via Due Ponti a Roma; accanto al cadavere, due valigie e una bottiglia di whisky, e in un lavandino pieno d'acqua il suo portatile. La polizia scientifica della Questura di Roma si è occupata immediatamente dell'appartamento, domicilio della vittima, in cerca di prove che possano avvalorare i sospetti della procura: omicidio volontario. Le trans amiche di Brenda interrogate in queste ore parlano della vittima come di una donna distrutta psicologicamente con la volontà di tornarsene in Brasile, per allontanarsi da Roma; le valigie pronte accanto al cadavere confermerebbero la tesi della partenza o meglio della fuga. Ma da chi doveva fuggire Brenda? Ricordiamo che Brenda era stata aggredita e picchiata pochi giorni fa da un gruppo di stranieri dell'est Europa in una strada della zona Cassia. Le piste del suicidio e della morte accidentale che in molti hanno preso in considerazione, sembrerebbero venire meno con il ritrovamento di tracce di liquido infiammabile sulla scena del crimine e di un secondo video con Marrazzo come protagonista al'interno del computer di Brenda, recuperato dall' hard disk che in acqua non ha perso i dati salvati al suo interno - ma questo dettaglio tecnico forse non era noto agli assassini - e che potrebbe costituire il movente del delitto.

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Nov 0920

Mario Placanica indagato per violenza sessuale su minore

Pubblicato da Anita Richeldi alle 09:58 in Delitti mediatici, Pedofilia


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Mario Placanica è l'ex carabiniere accusato e poi prosciolto per la morte di Carlo Giuliani ucciso il 20 luglio 2001 durante gli scontri fra forze dell'ordine e manifestanti al G8 di Genova. Lo stesso che nel luglio scorso dichiarava: "Sono solo l'utile idiota per coprire le responsabilità di un alto ufficiale. Uno che quel giorno in piazza Alimonda ha sparato, per colpire e uccidere".  Lo stesso che oggi deve rispondere di un'altra accusa, su cui sta indagando la Procura di Catanzaro: violenza sessuale e maltrattamenti su minore. La violenza si sarebbe consumata due anni fa ai danni di una bambina di undici anni la quale è stata ascoltata in questi giorni dal gip Gabriella Reillo in sede di incidente probatorio. Non sarà facile ricostruire la vicenda perché la vittima - come riporta Il Corriere - ha un atteggiamento scarsamente collaborativo presentando nei confronti della violenza subita "rifiuto e tendenza alla rimozione".

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Il 15 giugno 2009 l'ufficio stampa dell' Ass.Cerchiamo Denise Onlus teneva a precisare che "la pista relativa alla sorellastra di Denise è stata la principale direzione seguita sia dagli organi inquirenti sia dai media, e questo già dai primi giorni del rapimento". A sei mesi di distanza, e per la precisione il 24 novembre si terrà l'udienza preliminare a carico di Jessica Pulizzi, la sorellastra della piccola Denise Pipitone scomparsa  l'1 settembre del 2004 alle ore 12.00 circa in via Domenico La Bruna 6 a Mazara del Vallo (TP).  Nel blog Cerchiamo Denise leggiamo: 

Il MONDO, L'ITALIA INTERA, DOVREBBE INDIGNARSI davanti a questo scempio. Il 24 Novembre si terrà l'udienza preliminare per i due attuali indagati. Durante il processo ci sarà bisogno del sostegno di tante persone, che assieme ai GENITORI di Denise, chiedano GIUSTIZIA e VERITA'!! NON si GIOCA CON LA VITA DI UNA BAMBINA!!!! NON SI GIOCA CON SOFFERENZA DI UN GENITORE!! NON SI GIOCA CON LA VITA UMANA!! TROPPO è il tempo prezioso perso!!!!         

Nell'udienza preliminare contro Jessica Pulizzi, si schiererà accanto a Piera Maggio come parte civile anche Piero Pulizzi, padre sia di Denise che dell'indagata. L'uomo - come riporta l'ANSA - tiene a precisare: "Non sto accusando nessuno ma se ci sono dei colpevoli devono pagare".

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Nov 0917

Foggia, branco violenta quattordicenne

Pubblicato da Anita Richeldi alle 15:10 in Stupri


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Quando leggo e scrivo di un episodio di violenza sessuale non posso in quanto donna non esserne turbata, se poi la violenza viene consumata ai danni di una ragazzina di soli quattordici anni, in quanto madre non posso che provare rabbia, orrore, disgusto. A quattordici anni ci si affaccia timidamente al mondo degli adulti coltivando autonomamente quelle relazioni affettive che vanno a formare il nostro bagaglio di esperienze; l'approccio con gli altri e soprattutto con l'altro sesso avviene con ingenuità e spontaneità senza farsi troppe domande sui rischi o sulle conseguenze. Probabilmente la ragazzina vittima della vicenda che sto per raccontarvi si è fidata ciecamente dell'amico che le ha promesso una partita alla playstation, lasciando che lui la portasse in un capannone isolato. Immagino lo stupore quando poco dopo il loro arrivo sono stati raggiunti da tre amici del ragazzo ma non posso neanche lontanamente immaginare quale sofferenza e quale umiliazione quando i quattro, uno dopo l'altro, hanno abusato del suo corpo, strappandole i vestiti e malmenandola con brutalità. Probabilmente la ragazzina a un certo punto è riuscita a scappare fino a casa dove dopo qualche ora ha confessato la sua terribile verità alla sorella maggiore e in un secondo tempo ai genitori.

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Cocquio Trevisago è una piccola cittadina di circa 4700 abitanti in cui tutti sanno tutto di tutti al punto che quando un compaesano muore fa inevitabilmente notizia, se poi la morte è di natura violenta, incidente o peggio ancora omicidio, si ingenera un'ondata di paura, ai limiti della psicosi. Questo è quello che sta accadendo a Cocquio Trevisago dopo la morte di Carla Molinari , 82enne  benestante dallo stile di vita irreprensibile e nonostante ciò uccisa barbaramente nella propria abitazione. Il sindaco sta prendendo in considerazione la possibilità di istituire un servizio gratuito di supporto psicologico per i cittadini che ne volessero usufruire. Al momento le strade del paese sono presidiate da militari allo scopo - così dicono- di portare il sereno nelle case degli abitanti di Cocquio. La paura del mostro è quindi palpapile anche se gli inquirenti starebbero battendo altre piste che porterebbero a un movente di natura economica. Sarà presumibilmente l'orario esatto della morte di Carla Molinari a fornire un dato fondamentale per l'esito delle indagini poiché andrà confrontato con le immagini catturate dalle telecamere posizionate nei dintorni dell'abitazione della vittima.

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