Delitto di via Poma, si è conclusa la prima udienza del processo a carico di Raniero Busco
Pubblicato da Anita Richeldi alle 15:36 in Delitti e misteri italiani del passato, Delitti mediatici
Dopo vent'anni dall'omicidio di Simonetta Cesaroni uccisa il 7 agosto 1990 da 29 coltellate, si è giunti finalmente a un processo. Dopo anni di indagini, piste più o meno fantasiose, illazioni sulla vita privata della vittima - una povera ragazza di 21 anni - finalmente si è giunti in un aula di tribunale.
Chi deve rispondere di omicidio volontario aggravato dalla crudeltà è Raniero Busco, l'allora fidanzato della vittima (fonte immagine) che ora si è rifatto una famiglia. La moglie, accanto a lui oggi nel giorno della prima udienza nell'aula bunker di Rebibbia, si dice convinta dell'innocenza del marito su cui - sostiene la donna - "sono state dette e scritte troppe bugie".
Nel corso del processo, il pm Ilaria Calò cercherà di dimostare la colpevolezza di Busco, portando al vaglio della corte le prove accumulate in questi ultimi anni grazie alle nuove tecniche di analisi scientifica.
Ma quali sono queste prove? Vediamole insieme.






